Conosciamo i nostri sponsor: SARDINJA CATERING Sabato 15 Novembre 2008 16.28
Anche per Gianni Ruiu, titolare della Sardinja Catering, sponsor da due anni della Torres Calcio, l’amore per i colori rossoblù viene da lontano. Una vita passata in curva a sostenere la squadra, e oggi vicino, da imprenditore, con la sua azienda che si occupa di import-export di prodotti alimentari surgelati. Da lui un invito ad una programmazione attenta al futuro e tanti ricordi legati ad un passato di successi ma anche di grandi delusioni
Partiamo dagli ultimi due anni. Dai professionisti alla Promozione ma lei ha deciso di esserci comunque «A dire il vero l’anno scorso ci avevo creduto, mi sono fidato e ho sperato fino all’ultimo che il finale sarebbe stato diverso. Purtroppo è andata male e oggi ci troviamo qui. Mi intristisce molto, da tifoso, pensare al campionato che disputiamo e ai campi in cui andiamo a giocare, con tutto il rispetto»
E da un punto di vista imprenditoriale? «Io pubblicizzo la mia attività ma Sassari non è una città ricca. La mia azienda, nata nel ’93, opera in un settore che fortunatamente non conosce crisi e stiamo per ingrandirci con un nuovo capannone per la lavorazione del prodotto, ma so bene che non sono molti che possono pensare di investire in questa società, e spesso anche le istituzioni hanno latitato non venendo incontro a chi opera in questo territorio. Devo dire che girando molto per la Sardegna non mancano le battute rivolte alla Torres ma di delusioni ne abbiamo vissute tante e quel che conta e risollevarci e, per chi può, dare una mano perché questo accada presto»
Quali sono i ricordi più belli legati alla Torres? «Erano gli anni ’80, stavo in mezzo ai Panthers, i tifosi di allora, ho vissuto l’epopea di Rubattu, un periodo incredibile. Poi c’è stato un cambio generazionale legato anche ai cambiamenti della società, ai problemi che sono arrivati dopo. Ci sono tanti ricordi. Mi viene in mente il muro della curva nord sul quale ho visto Torres – Montevarchi, nel campionato della promozione; non c’era un posto libero in nessun settore. Andando ancora più indietro, a quando andavo allo stadio con mio padre in curva sud, mi ricordo il rigore a due tempi tirato da Sanna e Trudu. Non ho mai più visto una cosa simile!»
Quelli più brutti? «La prima retrocessione nei dilettanti nei primi anni ‘90. Dopo tanti anni belli fu l’inizio di un periodo nero che portò anche in tanti di disamorarsi della squadra»
Come vede la stagione di quest’anno? «Certamente è un ambiente diverso da quello dell’anno scorso ma sono preoccupato per l’organizzazione societaria dell’immediato futuro. Vorrei che ci fosse un progetto, capire chi si dovrà interessare di questa società e magari pianificare per tempo perché è inutile avere una bella squadra, un buon gruppo che lavora, ottenere risultati se poi non sappiamo come fare il passo successivo»
Ha visto la squadra giocare queste prime gare di campionato. Dia qualche giudizio tecnico «Siamo nati sulle ceneri di una stagione tribolata e credo siamo stati anche molto fortunati a mettere insieme un gruppo in così poco tempo che sta rendendo così bene. Ci sono bravi giocatori di esperienza che stanno facendo in pieno il loro lavoro. Se devo vedere un punto debole, credo manchi un po’ di forza d’urto davanti»
Consigli? «Al mister? No nessuno, è un bravo allenatore e sta facendo molto bene»
A questa società? «Programmare. Mettere insieme persone innamorate di questi colori e verificare subito progetti, costi, modalità di gestione. Sono un tifoso ma ragiono da imprenditore e credo che questa, come qualsiasi altra azienda, abbia bisogno di stabilità perché in Promozione possiamo fare la differenza, in fondo siamo sempre professionisti, negli allenamenti e nella struttura, ma già a partire dal campionato di Eccellenza ci saranno squadre attrezzate con le quali dovremo avere a che fare. Prima si fa tutto questo, prima si potrà pensare a tornare nei campionati che ci spettano»
E lei ci sarà? «La Torres è la Torres. Una fede, la squadra della tua città. Voglio esserci, ci sarò in ogni caso» |